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Multa: i tre termini che contano, e che non sono la stessa cosa

5 min di lettura Dati verificati il 12 ottobre 2026

Arriva una multa per un'infrazione di cinque mesi fa. La reazione ragionevole è: «è passato troppo tempo, non è valida». La reazione è giusta, la conclusione no — ed è il punto in cui si perdono più ricorsi già vinti in partenza.

I termini sono tre, fanno cose diverse, e nessuno dei tre funziona da solo.

Novanta giorni: il tempo per notificartela

Il verbale va notificato entro 90 giorni dall'accertamento dell'infrazione (art. 201 del Codice della Strada).

Due dettagli che cambiano il conto:

  • si parte dal giorno successivo all'accertamento
  • conta la data di spedizione, non quella in cui l'hai trovata in cassetta

Quindi una multa spedita all'ottantottesimo giorno e arrivata al novantacinquesimo è nei termini.

E qui la parte che costa cara: se la notifica arriva oltre i 90 giorni, il verbale non si annulla da solo. Devi farlo valere tu, con un ricorso, nei termini del punto successivo. Chi lo mette nel cassetto pensando «tanto è scaduta» si ritrova a doverla pagare, con la ragione dalla sua parte.

Sessanta o trenta giorni: il tempo per reagire

Dalla notifica hai:

  • 60 giorni per il ricorso al Prefetto — gratuito
  • 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace — con contributo unificato

Sono alternativi, e il più breve è quello che costa. Passati quei giorni, il verbale diventa definitivo anche se era stato notificato in ritardo.

È per questo che il termine dei 90 giorni, da solo, non serve a niente: è un'arma che va usata entro 30 o 60 giorni.

Cinque anni: la prescrizione

Il credito si prescrive in cinque anni. Ma il conteggio riparte da capo a ogni atto notificato: un sollecito, un'ingiunzione, una cartella.

E, come il resto, non opera da sola: anche la prescrizione va fatta valere, non si attiva perché è passato il tempo.

Decadenza e prescrizione non sono sinonimi

Cos'èQuanto
NotificaDecadenza90 giorni dall'accertamento
RicorsoDecadenza60 gg (Prefetto) / 30 gg (Giudice di Pace)
RiscossionePrescrizione5 anni dall'ultimo atto

Le due cose si incrociano in modi non ovvi. Una multa notificata regolarmente entro i 90 giorni può essere prescritta se la cartella arriva sei anni dopo. E una multa notificata in ritardo resta dovuta se non hai fatto ricorso in tempo.

Dove le fonti non concordano

Per chi risiede all'estero il termine di notifica è più lungo, ma le fonti che abbiamo consultato indicano valori diversi fra loro — c'è chi parla di 150 giorni e chi di 360. Se è il tuo caso, è un punto da far verificare prima di contare sui giorni.

Cosa fare quando arriva

  1. Segna subito tre date: quella dell'infrazione, quella di spedizione (sulla busta o sulla relata) e quella in cui l'hai ricevuta.
  2. Conta i 90 giorni fra la prima e la seconda, non fra la prima e la terza.
  3. Se sono sforati, fai ricorso — entro 60 o 30 giorni, non dopo.
  4. Conserva la busta. Senza la data di spedizione il conto non si può fare, ed è esattamente la cosa che tutti buttano via per prima.

Una precisazione doverosa. I termini qui descritti sono quelli generali, verificati alla data in fondo alla pagina; esistono eccezioni per determinate violazioni e per i residenti all'estero. Per un caso concreto, soprattutto se i giorni sono al limite, rivolgiti a un legale prima che scadano i termini del ricorso.

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Pubblicato il 12 ottobre 2026. Termini e importi cambiano: se trovi un dato non più attuale, scrivici e lo correggiamo.