Multa: i tre termini che contano, e che non sono la stessa cosa
Arriva una multa per un'infrazione di cinque mesi fa. La reazione ragionevole è: «è passato troppo tempo, non è valida». La reazione è giusta, la conclusione no — ed è il punto in cui si perdono più ricorsi già vinti in partenza.
I termini sono tre, fanno cose diverse, e nessuno dei tre funziona da solo.
Novanta giorni: il tempo per notificartela
Il verbale va notificato entro 90 giorni dall'accertamento dell'infrazione (art. 201 del Codice della Strada).
Due dettagli che cambiano il conto:
- si parte dal giorno successivo all'accertamento
- conta la data di spedizione, non quella in cui l'hai trovata in cassetta
Quindi una multa spedita all'ottantottesimo giorno e arrivata al novantacinquesimo è nei termini.
E qui la parte che costa cara: se la notifica arriva oltre i 90 giorni, il verbale non si annulla da solo. Devi farlo valere tu, con un ricorso, nei termini del punto successivo. Chi lo mette nel cassetto pensando «tanto è scaduta» si ritrova a doverla pagare, con la ragione dalla sua parte.
Sessanta o trenta giorni: il tempo per reagire
Dalla notifica hai:
- 60 giorni per il ricorso al Prefetto — gratuito
- 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace — con contributo unificato
Sono alternativi, e il più breve è quello che costa. Passati quei giorni, il verbale diventa definitivo anche se era stato notificato in ritardo.
È per questo che il termine dei 90 giorni, da solo, non serve a niente: è un'arma che va usata entro 30 o 60 giorni.
Cinque anni: la prescrizione
Il credito si prescrive in cinque anni. Ma il conteggio riparte da capo a ogni atto notificato: un sollecito, un'ingiunzione, una cartella.
E, come il resto, non opera da sola: anche la prescrizione va fatta valere, non si attiva perché è passato il tempo.
Decadenza e prescrizione non sono sinonimi
| Cos'è | Quanto | |
|---|---|---|
| Notifica | Decadenza | 90 giorni dall'accertamento |
| Ricorso | Decadenza | 60 gg (Prefetto) / 30 gg (Giudice di Pace) |
| Riscossione | Prescrizione | 5 anni dall'ultimo atto |
Le due cose si incrociano in modi non ovvi. Una multa notificata regolarmente entro i 90 giorni può essere prescritta se la cartella arriva sei anni dopo. E una multa notificata in ritardo resta dovuta se non hai fatto ricorso in tempo.
Dove le fonti non concordano
Per chi risiede all'estero il termine di notifica è più lungo, ma le fonti che abbiamo consultato indicano valori diversi fra loro — c'è chi parla di 150 giorni e chi di 360. Se è il tuo caso, è un punto da far verificare prima di contare sui giorni.
Cosa fare quando arriva
- Segna subito tre date: quella dell'infrazione, quella di spedizione (sulla busta o sulla relata) e quella in cui l'hai ricevuta.
- Conta i 90 giorni fra la prima e la seconda, non fra la prima e la terza.
- Se sono sforati, fai ricorso — entro 60 o 30 giorni, non dopo.
- Conserva la busta. Senza la data di spedizione il conto non si può fare, ed è esattamente la cosa che tutti buttano via per prima.
Una precisazione doverosa. I termini qui descritti sono quelli generali, verificati alla data in fondo alla pagina; esistono eccezioni per determinate violazioni e per i residenti all'estero. Per un caso concreto, soprattutto se i giorni sono al limite, rivolgiti a un legale prima che scadano i termini del ricorso.
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Dove abbiamo controllato
- La Legge per Tutti — notifica oltre i 90 giorni
- AutoScout24 — prescrizione delle multe
- Avvocato Andreani — calcolo dei termini per ricorso e pagamento
Pubblicato il 12 ottobre 2026. Termini e importi cambiano: se trovi un dato non più attuale, scrivici e lo correggiamo.