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La garanzia è di due anni: e se hai perso lo scontrino?

6 min di lettura Dati verificati il 12 ottobre 2026

Il frullatore si ferma dopo quattordici mesi. Lo scontrino era nel cassetto, ma è diventato un rettangolo bianco: la carta termica sbiadisce, ed è una delle poche cose su cui tutti i negozianti e tutti i consumatori sono d'accordo.

A quel punto la maggior parte delle persone rinuncia. Quasi sempre a torto.

Quello che quasi nessuno sa: lo scontrino non è obbligatorio

Il Codice del Consumo non parla di scontrino. Parla di prova d'acquisto, che è una cosa più larga.

Vanno bene, a seconda dei casi:

  • l'estratto conto della carta o del bancomat, con la transazione di quel giorno in quel negozio
  • la fattura, se te la sei fatta fare
  • l'email di conferma dell'ordine, per gli acquisti online
  • la garanzia convenzionale registrata dal produttore

Lo scontrino resta la via più rapida — nessuno discute una ricevuta in mano — ma non è l'unica. Il MIMIT consiglia di conservarlo per ventisei mesi, e vale la pena fotografarlo subito, prima che sbiadisca.

Il cambiamento del 2022 che molte guide non hanno ancora recepito

Qui c'è la cosa più utile di tutto l'articolo.

Fino al 2021 il consumatore doveva denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta, altrimenti perdeva il diritto. Quella decadenza non esiste più: l'ha eliminata il D.Lgs. 170/2021, per gli acquisti dal 1° gennaio 2022.

Significa che oggi, per un acquisto recente, nessun venditore può liquidarti dicendo «doveva segnalarlo entro due mesi». Non è più così.

Ma attenzione a due cose. Per gli acquisti conclusi entro il 31 dicembre 2021 vale ancora la vecchia regola. E, soprattutto, troverai ancora in rete — persino in guide istituzionali non aggiornate — la versione vecchia. Se un venditore te la cita, sta leggendo una pagina vecchia, non la legge in vigore.

I termini che contano oggi

Durata della garanzia2 anni dalla consegna
Tempo per agire in giudizio26 mesi dalla consegna
Difetto che si presume presente dall'originese compare entro 12 mesi (prima erano 6)
Obbligo di denuncia entro 2 mesiabolito per gli acquisti dal 1/1/2022

Quel punto sui dodici mesi è più importante di quanto sembri: nel primo anno non devi dimostrare niente. Si presume che il difetto ci fosse già alla consegna, e tocca al venditore provare il contrario. Dopo i dodici mesi la palla passa a te.

Due limiti da conoscere

La garanzia legale vale solo se hai comprato da un professionista. Da un privato — un annuncio online, un mercatino — non si applica: restano solo le tutele più strette del Codice Civile sui vizi occulti.

La garanzia del produttore è un'altra cosa. Quella convenzionale, i "tre anni" scritti sulla scatola, si aggiunge alla garanzia legale e non la sostituisce. Se il negoziante ti manda dal produttore, sta rinunciando a un obbligo che è suo.

Cosa fare, in pratica

  1. Cerca una prova d'acquisto qualsiasi, non solo lo scontrino.
  2. Scrivi al venditore, non al produttore: l'obbligo è del venditore.
  3. Metti per iscritto la data: email o raccomandata, non una telefonata. Non perché sia obbligatorio denunciare entro un termine, ma perché conta poter dimostrare quando il difetto è comparso.
  4. Chiedi riparazione o sostituzione, senza spese a tuo carico. Il rimborso arriva dopo, se le prime due non sono possibili.

Una precisazione doverosa. Questo articolo descrive le regole generali per gli acquisti dei consumatori, verificate alla data in fondo alla pagina. Non è un parere legale: per una controversia aperta, rivolgiti a un'associazione dei consumatori o a un avvocato.

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Pubblicato il 12 ottobre 2026. Termini e importi cambiano: se trovi un dato non più attuale, scrivici e lo correggiamo.